Non mi interessa Sanremo

Non mi interessa Sanremo

Non mi interessa Sanremo
Non mi interessa Sanremo

Non mi interessa Sanremo.

In generale non guardo la televisione da anni, la considero uno strumento dalla chiara accezione manipolatoria. La prova sta nella obbligatorietà del canone RAI. Una televisione davvero competitiva sarebbe anche realmente pluralista; non mi sembra che i palchi di Sanremo siano pluralisti, anzi, imbarcano il peggiore lordume vetero-progressista di cui si serbi umana memoria.

Non mi cimenterò nella deplorazione dei giullari, tanto è autoevidente la loro degenerescenza.
La verità è che la televisione è la testa d’ariete dell’erezione modernista. Il canone rai è l’obolo che il servo deve al suo padrone per il privilego di poterlo servire. Se la RAI fosse costretta ad autofinanziare le proprie scorribande ideologiche, il prossimo festival rischierebbero di organizzarlo a Ponticelli.

Non mi interessa Sanremo poiché è la libidinosa mosca appoggiata sul putrescente cumulo di me(nzonge) artatamente confenzionate col preciso proposito di obnubilare la letargica coscienza delle masse.
Sanremo è l’eutanasia dell’anima, la meta senza meta, il rumore che assorda l’armonia del silenzio.
Tra le sudice righe dei patetici appelli alla libertà a tutti i costi, si cela una inquietante e scientifica strategia di appiattimento ideologico.
Neppure mi sbraccerò chiedendovi di rinunciare alla vostra dose di pornografia, poiché non l’uomo ma l’Essere detta il divenire delle masse.

Sentitevi liber*, sì, liberi di defenestrare le vostre televisioni.

Alle donne infine io mi rivolgo: le vittime designate siete voi, perché voi reggete nel pudico silenzio della vostra pazienza le sorti del mondo. Donna avvisata…

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