Esami, tesi, contratti

Esami, tesi, contratti

Il titolo è un condensato dei principali eventi fronteggiati nella settimana corrente.

Facciamo un passo indietro. Tutto ebbe inizio questo lunedì, quando sognai di aver superato l’ultimo esame della facoltà di modellistica fisico matematica alla quale sono iscritto allo scopo dichiarato di ottenere un passaggio di ruolo presso altra classe di concorso, esigenza che, in realtà, per vari motivi è successivamente scemata. Ad ogni buon conto il martedì contatto il docente per concordare una data. Mi informa che il “successivo mercoledì” sarebbe stato impegnato in una sessione e avrei potuto approfittarne. Nel comune eloquio per “successivo mercoledì” si intende “il mercoledì della settimana successiva”. Non nel suo eloquio. Vengo a scoprire dopo qualche ora che gli esami si sarebbero tenuti il giorno successivo. Studio matto e disperato (ma chi me lo fa fare alla mia età?), esame superato (seppure con l’ovvio corollario della sufficienza, essendo il mio studio finalizzato esclusivamente al passivo conseguimento del titolo).

Ecco spiegato il primo dei tre blocchi nella triade “esami, tesi, contratti”.

Salvo dall’ambascia di dover ripagare le tasse, devo però sbrigarmi a difendere la tesi se intendo aggiornare le prossime GPS e abilitarmi anche nella nuova classe di concorso. Trovo un docente che promette di farmi concludere il percorso con una certa celerità. Prego di riuscire a chiudere l’incubo entro Febbraio.

La settimana però non finsice qui. Sempre nel fatidico martedì di studio matto e disperato vengo reso edotto di un importante impegno lavorativo (non scolastico) per il giovedì mattina. La giornata si ammanta ora anche di impegni lavorativi non indifferenti.

Senza portarla per le lunghe, riesco inaspettatamente a destreggiarmi tra tutte le sfide.

Vecchie sfide e nuove sfide

Sempre a cavallo della stessa settimana, una importante start up mi propone un contratto di collaborazione per alcuni seminari di formazione nelle scuole. Normalmente rifiuto proposte di questo tenore, ma stavolta l’istinto mi ha suggerito di accettare.

Epilogo

Questa notte sogno di ricevere una chiamata da una vecchia conoscenza con la quale credevo di essermi definitivamente e dolorosamente congedato (tutto ciò sempre nel corso della stessa settimana). Mi annuncia ciò che avrei sempre desiderato mi dicesse. Mi rammenta il nostro incontro per il successivo lunedì. Dato che nei sogni è inibita la capacità di fare di conto, presumo che il mio inconscio intendesse “il prossimo primo Novembre”. Naturalmente questa è solo l’ennesima riprova che il contenuto del sogno è totalmente egoico e nasce dai desideri dell’inconscio.

Questa è la mia ultima pazza settimana di Ottobre (solo una parte, tra l’altro).

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