Sono molto selettivo

Sono molto selettivo

Sono molto selettivo nella scelta delle donne.
Il che è paradossale, poiché le donne lo sono a loro volta.
Qualcuno che mi conosce avrà già alzato le barricate: non è possibile che tu sia selettivo, non hai gli accidenti adatti per esserlo!
Non nego che la bellezza sia una qualità che va acquisendo sempre maggior fregio, tuttavia anche io ho potuto scegliere. Anzi, la mia vita amorosa è stata coronata da scelte.
Sembrava quasi che ogni volta che stessi per intraprendere una relazione, fossi costretto a scegliere tra due o più donne.
Anche io ho sofferto fasi di totale stagnazione sentimentale, ma credo sia sufficientemente fisiologico.
Quello che voglio dire è che, nonostante sia obiettivamente l’uomo a dover gettare l’amo (espressione che trovo repellente a tratti), ho sprecato molte meno cartucce di altri colleghi.
A tale considerazione si acclude l’inconscia tendenza a selezionare io stesso durante la selezione, il che automaticamente mi permette di scartare anzitempo chi non reputerei intellettualmente stimolante.


Quanto infine facevo breccia nella mente della donna, partiva la controselezione.
Rispondo ad una seconda possibile obiezione (stavolta tipicamente femminile).
Perché non realizzi anzitempo se una donna risponde alle tue aspettative?
Ebbene, la donna è come una tartaruga, si trae al di fuori della dura scorza solo quando sceglie di potersi fidare, e allora manifesta il meglio di sé.
Sorprendentemente, al netto di una certa decenza estetica, il parametro cui inconsciamente attribuisco maggiore importanza è l’intelligenza.
Intelligenza che normalmente si sostanzia nell’eloquio.
Il linguaggio anticipa l’essenza del dicente.
In secondo luogo, e sulla base di presupposti non dissimili, mi piace che la donna ami condividere e non soltanto prendere.

Anche il desiderio di offrirsi pertiene al novero delle qualità sulle quali l’intelletto ha fondamento.
L’intelletto è invero una forma di preconoscenza dell’altro, totalmente libera da ingombranti contenuti culturali.
Non mi interessa che la donna sappia risolvere un’equazione differenziale o che conosca Platone, mi limito all’essenziale. Eppure quell’essenziale troppo spesso latita. Ho rifiutato molte donne perché avvertivo in loro una fondamentale lacunosità; non possedevano quell’innato equilibrio che la femmina manifesta e infonde nell’uomo. Erano delle prenditrici seriali, totalmente passive e prive di iniziativa.
Sono molto selettivo, quando scelgo una donna state certi che ve ne innamorereste anche voi.

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