Il medioevo è ora

Il medioevo è ora

Lo spettro di un medioevo contemporaneo appare ai più come il giocoso innesto di due parole profondamente antitetiche, tanto più che tra un articolo di giornale e un servizio televisivo capita sovente di doversi fare cupi testimoni dello stucchevole intercalare ideologico che stima il medioevo epoca plumbea e dai tratti oscurantisti. L’uomo moderno (che corrisponde più o meno a quello contemporaneo) ha scelto di tracciare una cesura tra sé e la storia, fregiandosi di vivere al di fuori di essa.

Noi riteniamo che le radici posticce di tale isteria vadano ricercate nel cuore profondo dell’occidente contemporaneo. Una civiltà senza scopo è per definizione una collettività perduta, destinata ad attendere imbelle il tramonto della sua storia.

L’uomo moderno, che della collettività è emanazione, non potendo più trarre motivazione dal contesto, assurge sé medesimo ad ultimo e privilegiato attore del teatro millenario della storia.

In ciò non ravvediamo distinzione alcuna con l’oggetto delle invettive di certi intellettuali impegnati sempre proni alle dicerie contemporanee, accusanti gli europei medioevali di antropocentrismo.

Antropocentrismo universalistico da una parte e antropocentrismo storico dall’altra.

L’occidente ha firmato la propria disfatta nella stolida pretesa di svincolarsi da Dio.

Nel seguito ci proponiamo di esibire certe ragionate valutazioni sulla giustapposizione tra collettività medioevali e contemporanee.
La circolarità della storia è affatto peculiare, sicché ogni sedicente rivoluzione è solo il marchio contingente di una civiltà impegnata in una manovra orbicolare. Quale che sia la trama occorrente, in un tempo finito essa giungerà sempre e senza dubbio a richiudersi nel principio da cui si era originata.

L’economia

L’onta suprema del nichilismo contemporaneo è l’asfittico culto del neoliberismo. Il neoliberismo è un germe dal cui contagio bisogna ben vedersi, sicché esso è la sublimazione della volontà di potenza Nietzschiana.

E’ la legge del più forte fattasi crasi culturale nel peggiore dei totalitarismi possibili, ove non v’è spazio per il sacro e l’uomo è strumento di ricchezza. Enormi fortune concentrate nelle avide mani di pochi uomini, pronti a tutto per difendere ed accrescere i propri patrimoni, ciechi di fronte alla propria e altrui sofferenza.

Costoro sono i feudatari del medioevo contemporaneo, chiamati ad amministrare legioni di disperati al loro servizio. Se nel medioevo i vassalli erano limitati nella hýbris dagli emendamenti del divino, oggi, in totale assenza di ogni forma tradizionale, il potere del nuovo feudalesimo appare infimo e inarrestabile.
Ai potenti signori del mondo va però il nostro monito: sopra la terra è il cielo, non crediate di agire quando invero siete agiti.

Le fonti

La moderna tendenza al digitale è in sé in un bene, poiché ciò comporta un minore impatto antropico sull’ambiente, è cionondimeno insito il rischio di cancellare ogni reperto della nostra epoca. Una sorta di medioevo ellenico.

Scattare centinaia, se non migliaia di foto, per realizzare che ai posteri non giungerà nulla poiché molto verosimilmente tutto il materiale digitale è destinato a finire col suo possessore.

La cultura

Nel medioevo la cultura era mediamente accessibile soltanto a nobiltà e clero, con il secondo che svolgeva il prezioso compito di replicare testi e manuali affinché i posteri potessero accedere al sapere degli avi. Una trasmissione della conoscenza a tutti gli effetti, fruibile dai pochi eletti che possedevano tempo o denaro da dedicare alla cura dell’intelletto

Nell’età contemporanea si assiste al deterioramento della libertà di accesso al sapere. La conoscenza ha perduto valore e si è confusa con l’informazione. L’accesso alle facoltà umanistiche è oggi un privilegio per ricchi o per stolti.

L’unico sapere cui si attribuisce valore è quello dal sapore scientifico e scientista, la cultura letteraria è snobbata e la filosofia appare un marginale grandiloquio da cui prendere le distanze all’atto pratico.

Religione, oscurantismo e pensiero unico

Le tesi capziose e oscurantiste di cui impropriamente si ciancia, sono solo la copia sbadita della negazione del pensiero del medioevo contemporaneo. La civiltà contemporanea è la solida manifestazione della distopia orwelliana. Chiunque non abbia a piegarsi al pensiero unico è tacciato di eresia e anonimizzato. I mass media propongono modelli faziosi e degenerati allo scopo di servire le istanze atee e materialiste dei loro padroni. Gli assiomi della modernità scimmiottano i comandamenti cristiani. Financo il mondo islamico ha subìto l’aberrante contaminazione della modernità, scegliendo di rinunciare ai propri sacri princìpi.
I dissidenti non finiscono al rogo, ma sono tacitati e banditi dalla regìa politica occidentale.

Financo io (spogliandomi della forma plurale sin qui adoperata) corro audaci rischi nel manifestare tanto apertamente il mio personale dissenso alla modernità. Certo, il timore mi avvince, ma la fede cancella la tema. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?

Mementote perbenisti e creduli potenti: la rivoluzione è come il vento.


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