Il senso di ognuno

Il senso di ognuno

Ciascuno di noi è destinato a un preciso scopo.

Lo ammetto, sono un idealista. O almeno, lo fui.

Qual è il contrario di idealismo?
Come dici? Pragmatismo? Ebbene, io fui anche quello.

Confinato in quarantena (volontaria) anche alla vigilia di Natale ho pensato che ravvivare un po’ il blog non avrebbe guastato.

Tutto e il contrario di tutto

La nostra intera esistenza, le nostre convinzioni, ogni singola idea che ha attraversato la nostra coscienza è in armonica contraddizione col repertorio di verità nella immediata disponibilità dell’io.
L’aspetto più risibile è che ciascuna delle infrangibili verità, ognuna delle genuine convinzioni facenti parte del nucleo di certezze dell’individuo è in antinomica contraddizione con tutte le altre.

Cionondimeno, questo non ci è di alcun impedimento. Pare anzi addirittura rafforzare la nostra natura.

Liberi dalle catene

Sarebbe interessante indugiare oltre sulle conseguenze delle antinomie insite nell’animo umano in una lunga digressione la cui legittimità intellettuale trae giustificazione nella profonda revisione aristotelica che l’occidente deve a sé stesso. In primo luogo, nella corale critica al principio di non contraddizione. Tuttavia, lo spazio che scelgo di riservare al presente articolo attiene a fenomeni alquanto diversi. Quasi si direbbe che l’analisi odierna è più sociale che epistemologica.

Inizia il viaggio

È efficace che io faccia valere la prima delle premesse maggiori raccontando dell’idealista che fui.

Nel remoto passato della mia giovinezza e negli anni più recenti ho spesso coltivato la pigrizia visceralmente insita in ogni organo del mio corpo.
Ho edificato immensi edifici teorici al preciso scopo di legittimare e diffondere il germe della pigrizia e dell’opposizione al lavoro, tessuto seducenti trame di liberazione dal giogo della fatica, approdando infine alla salvifica e venerabile attività ultima, l’elicito sommo cui ogni uomo dovrebbe tendere nel suo empireo e coraggioso streßen: la mirabile nullafacenza.

Questo almeno io credevo (e tuttora credo).

Perdono e redenzione

Tuttavia, l’esperienza ha demolito i fatti, vanificando i miei assunti idealistici.

Ho infatti appreso che le persone non sono pigre. Anzi, sono inspiegabilmente attive, solerti nel lavoro. Ho cessato di credere ch’io potessi contare su di loro per foraggiare la mia nobile causa. Mai esisterà una crociata di nullafacenti. La dittatura di molti sovrasta il desiderio di pochi.

Fossi stato un mero idealista, avrei ciecamente seguitato a condurre la mia lotta, rifiutando le successive e inevitabili disfatte.

Fortuna che tra una contraddizione e l’altra il pragmatismo coerce l’inflessibile elicito della mente idealista e promuove idee nuove.

La dignità dei fatti

Non è saggio manipolare la realtà perché si adatti alla teoria.

Ho fatto i conti con la realtà e dopo un profittevole processo di sintesi hegeliana ho partorito una brand new idea, la cui affermazione nei circuiti della mia mente mi ha suggerito lo spunto per l’articolo che qualche irriducibile si ostinerà a leggere.

L’idea è che ogni gruppo sociale si caratterizza per la omogenea distribuzione di certi tratti comportamentali. Qualsiasi sbilanciamento in tal senso è prontamente corretto da meccanismi di censura sociale atti a ristabilire l’ordine.

Noi siamo ciò che siamo perché siamo legittimati ad esserlo. Era necessario che qualcuno lo fosse. I tratti superflui o persino esiziali legittimano il prevalere di gruppi sociali sopra gli altri, in un continuo processo di selezione dei caratteri. Se oggi esistiamo è perché il gruppo sociale con la distribuzione di tratti comportamenti più adatto alla sopravvivenza è esattamente il nostro.

Ciascuno di noi è destinato a un preciso scopo

Talvolta tendiamo a ritenerci inutili o superflui. La verità è che noi tutti siamo esattamente ciò che saremmo dovuti essere, costituendo gli insostituibili tasselli di un complesso e intricato puzzle sociale fatto di scene ed eventi. Financo la censurabile pigrizia che testimonio e amorosamente coltivo nella nutrita schiera dei miei adepti è utile al progresso della civiltà, costituendo un fondamentale nodo per la formidabile e complessa rete olistica di esperienze, persone ed eventi a fondamento della vita di ogni uomo sulla terra.

Tu che leggi, accantona la depressione, poiché il tuo semplice esistere è il senso che Dio ha attributo alla tua anima. Ciascuno di noi è destinato a un preciso scopo. Il mio è la nullafacenza.

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